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di Lorenzo Maria Pacini
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ha finalmente preso parte attiva a quella grande guerra che Israele dichiara essere la volontà di "Dio", la 'Santa' Guerra Mondiale...
Per "Elezione" si intende l'idea che "Dio" scelga un popolo o una comunità per svolgere un ruolo particolare nella storia della salvezza.
Nella Bibbia questo concetto è associato principalmente a Israele, che nell'Antico Testamento viene presentato come il popolo scelto da "Dio" per custodire l'Alleanza.
Nella tradizione evangelica
statunitense, tuttavia, questa nozione viene spesso interpretata in
chiave storica e politica contemporanea.
Per questo motivo lo Stato moderno di Israele, fondato nel 1948, viene visto come una tappa del piano provvidenziale di "Dio" nella storia.
Questa prospettiva è
particolarmente diffusa nel cosiddetto cristianesimo sionista
(Christian Zionism), che sostiene che il ritorno degli ebrei in
Terra Santa sia un segno dell'avvicinarsi degli eventi escatologici
descritti nelle Scritture.
Una parte del pensiero evangelico americano attribuisce anche agli Stati Uniti una missione speciale nella storia, interpretando la nascita della nazione come parte di un disegno 'provvidenziale'...
Questa idea si intreccia con la tradizione culturale
americana del "destino manifesto" secondo cui la nazione avrebbe un
compito storico di guida morale e politica nel mondo.
Se "Dio" sceglie un popolo o una comunità, a questa scelta corrisponde anche una responsabilità:
Nel pensiero evangelico contemporaneo questo mandato viene spesso espresso in tre direzioni principali.
Il sionismo americano non è comprensibile fuori da questi due concetti che intrecciano l'eredità inglese puritana e calvinista con il giudaismo della diaspora.
Per i neoconservatori, il sostegno a Israele è spesso giustificato in termini geopolitici:
Per molti evangelici, invece, lo stesso sostegno assume un significato teologico:
È una visione teologica della storia, dove un popolo eletto riceve il mandato e deve compiere una missione nel mondo.
Israele è visto come il popolo originariamente eletto, mentre gli Stati Uniti vengono spesso interpretati come lo strumento storico chiamato a proteggerlo e sostenerlo.
E, ovviamente, il
presidente
degli Stati Uniti è l'uomo "unto da Dio" per compiere questa
missione.
Ma un
ricordo per chi...?
Tutti sembrano partecipare alla crociata attribuita ad Adonai Sabaoth, iniziata con il bombardamento di una scuola femminile nelle prime ore dell'offensiva.
Dopo questo episodio iniziale, il Senato italiano ha approvato una legge contro gli antisionisti.
Difficile
immaginare una scelta diversa da parte della classe politica
italiana, considerando che società informatiche legate al Mossad
gestirebbero dati sensibili di gran parte dell'élite del Paese.
Questa ricorrenza ricorda l'episodio biblico in cui la regina Ester, ebrea e moglie del re persiano, sventò il complotto di Haman, che aveva ottenuto un editto per sterminare gli ebrei.
Haman e i suoi figli furono giustiziati e agli ebrei fu concesso di difendersi:
Secondo questa interpretazione, il momento per una nuova "operazione militare speciale" sarebbe stato scelto perché alcuni fattori iniziavano a rendere più difficile sostenerla politicamente.
Negli Stati Uniti, soprattutto dopo quanto accaduto nella Striscia e in Cisgiordania, la percentuale di cittadini simpatizzanti per i palestinesi avrebbe superato quella dei sostenitori di Israele.
Sempre più voci negli USA accusano l'AIPAC
(American Israel Public
Affairs Committee) di influenzare la politica americana finanziando
candidati con fondi provenienti indirettamente dagli stessi aiuti
statunitensi a Israele, assicurando così la continuità di tali
finanziamenti.
Epstein, che si definiva legato ai Rothschild, sarebbe stato visto come un possibile intermediario del Mossad che comprometteva figure politiche e imprenditoriali per garantirne la fedeltà.
Si ricorda spesso che Trump negli anni '90 rischiò il fallimento per debiti miliardari e che sarebbe stato salvato da un consorzio di banche coordinato da Wilbur Ross e sostenuto dai Rothschild.
Secondo questa lettura,
Trump viene ormai considerato da alcuni ambienti quasi parte della comunità ebraica; il commentatore Mark Levin, durante una celebrazione di Hanukkah alla Casa Bianca, lo ha definito simbolicamente,
Negli Stati Uniti esiste inoltre un grande bacino elettorale composto da circa settanta milioni di cristiani evangelici sionisti, convinti che sostenere Israele sia parte del disegno divino e favorisca la venuta del Messia...
Il loro appoggio è
determinante per molte vittorie elettorali repubblicane e per il
sostegno alle guerre in Medio Oriente.
D'altronde il sionismo si configura come un progetto di
egemonia globale fondato su una presunta superiorità spirituale,
culturale e razziale, legittimata da passi biblici come Deuteronomio
15:6, interpretati come legittimazione di un dominio economico e
politico sulle altre nazioni.
Accanto al sionismo politico, alcuni vedono l'influenza
di gruppi religiosi radicali - come alcune correnti chassidiche o
movimenti messianici - presenti nelle élite economiche e politiche,
accusati di perseguire strategie di potere anche attraverso la
rottura delle norme morali tradizionali.
Perché, ricordiamocelo,
Trump ha finalmente preso parte attiva a quella grande guerra che
Israele dichiara come voluta da "Dio", la Guerra Santa Mondiale...
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