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di Nello Cassese 16 Gennaio 2026 dal Sito Web MEER
Questi ossidi di terre rare vengono utilizzati come traccianti per determinare quali parti di un bacino idrografico sono soggette a erosione. In senso orario dall'alto al centro: praseodimio, cerio, lantanio, neodimio, samario e gadolinio.
Donald Trump ha alzato l'asticella dell'aggressività in politica estera spingendosi spesso oltre...
La stampa internazionale ha raccolto e rimbalzato queste dichiarazioni di Donald Trump, presidente degli USA, in riferimento ad un'annessione quantomeno arbitraria della Groenlandia, regione autonoma di proprietà della Danimarca.
E l'annuncio, in effetti, non fa neanche tanto scalpore visto che da quando è tornato in carica il tycoon ha avviato un'aggressiva politica estera che ha raggiunto il suo culmine con l'arresto di Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, nella sua stessa camera da letto.
In molti hanno utilizzato come palliativo il fatto che da anni in Venezuela sono denunciati brogli elettorali, sistemi corruttivi a tutti i livelli e sanguinose repressioni.
Maduro, tuttavia, è stato arrestato con accuse che vanno dal terrorismo al traffico internazionale di droga.
In poche parole,
Dietro questo raid, però, c'è molto di più.
Ma, soprattutto, con l'arresto di Maduro il presidente americano ha lanciato un segnale a tutto il mondo, in particolare alla Russia (alleata di Maduro) e alla Cina:
Eppure, a ben vedere, non serviva il Venezuela per far capire al mondo quanto Trump avesse mire espansionistiche.
Il suo motto:
Gli Stati Uniti, notoriamente conosciuti come "America" nonostante quest'ultima sia un continente che comprende molti più Paesi, devono tornare a primeggiare nel mondo. In politica estera, in tecnologia, in cultura, ma soprattutto in armamenti e risorse energetiche.
È in questo solco che si inserisce la
Groenlandia, ricca di risorse e di "terre rare" (materiali
preziosissimi per molti dispositivi tecnologici) e in posizione
strategica a livello geopolitico.
E allora,
In un mondo sempre più in preda a conflitti e a corse alle armi, con un'opinione pubblica sempre più fragile, la "strategia vincente" è far leva sulle paure.
Il timore di avere un narcotrafficante che spedisce chili di droga nelle proprie strade (Maduro), la paura che il nemico arrivi alle porte (la Russia e la Cina tramite la Groenlandia), l'occasione che qualcuno possa avere un'arma più forte della tua (come l'Iran).
È in questo sistema che Trump si muove.
È con questo paradigma,
"Protezione preventiva", la chiama lui. E in
molti ci credono...
Ma, dopo due conflitti mondiali che hanno raso al suolo tutta l'Europa e parte dell'Asia,
Un sistema messo a dura prova e sempre meno
protetto, in primis
dall'Unione Europea. Storicamente
il Vecchio Continente ha avuto un ruolo centrale nello
sviluppo sociale di tutto il globo.
È forse questa la vera vittoria di Trump:
Gli Stati Uniti d'America hanno da sempre condotto guerre oltre confine, nella maggior parte dei casi avevano fini secondi e celati dietro la veste di esportatori di pace.
Con questo suo mandato presidenziale, però, Trump ha alzato l'asticella. Trattando il mondo come la mappa del Risiko, sta diventando sempre di più l'uomo più potente del mondo, nel bene o nel male.
Contro i soprusi e i crimini non si adottano più gli strumenti democratici, le elezioni, i diritti. Si fa ricorso alla forza, alla legge del più forte. Alle pallottole.
E questo significa morte...
Per mano di eserciti, di terroristi, di invasati.
La violenza non traccia mai la strada della pace. E se l'Europa resta a guardare, prima a poi resterà ben poco da proteggere.
Il mondo, oggi più che mai, schiuma rabbia ma ha enormemente fame di pace.
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