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di Marco Travaglio
Gennaio 06, 2026
dal Sito Web
Toba60

Ora
per coerenza
l'Ue
dovrebbe inviare armi
ai seguaci
di Maduro aggrediti
e
sanzionare gli Stati Uniti aggressori...
Pubblichiamo l'editoriale di Marco Travaglio di oggi.
Si tratta di uno dei pochissimi articoli onesti e
degni in una palude di melma che fa toccare alla stampa italiana
forse il momento più bassa della sua famigerata storia recente
L'attacco di
Trump allo Stato sovrano del
Venezuela, nella miglior tradizione
del "cortile di casa", è una conferma e al contempo una lezione per
chi non vuole capire come va il mondo.
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La
conferma è che cambiano i presidenti - democratici o
repubblicani, ortodossi o eterodossi - ma non gli Usa, che
fanno sempre i loro porci comodi. Ma senza mai preoccuparsi
del "dopo".
Trump è un
eterodosso, tant'è che sogna ridicolmente il Nobel per la
Pace, mentre i suoi predecessori han sempre vinto ad honorem
quello della Guerra.
Ma il suo
sbandierato isolazionismo viene regolarmente risucchiato dal
cancro "neocon" che gli siede accanto nelle persone di
Rubio e di tanti
invisibili del
Deep State.
La
differenza con gli altri presidenti è che Trump non prova
neppure ad ammantare il golpe a Caracas con l'esportazione
della democrazia, l'ingerenza umanitaria o altre esche per
gonzi:
dice papale papale che vuole il
petrolio e quando parla di "narcoterrorismo" non ci
crede nemmeno lui (ha appena graziato l'ex presidente
honduregno Hernandez, condannato negli Usa a 45
anni per un mega-traffico di cocaina).
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La lezione
è che l'Occidente non ha mai avuto alcun titolo per
insegnare il diritto internazionale alle "autocrazie".
Se gli attacchi criminali della
NATO alla Serbia, all'Afghanistan, all'Iraq e
alla Libia e lo sterminio israeliano a Gaza non fossero
bastati, ora c'è il Venezuela a denudare l'ipocrisia e la
doppia morale dei "buoni":
alcuni governi europei condannano
debolmente gli Usa, altri pigolano,
-
la
von der Leyen
farfuglia di "transizione democratica"
-
l'inutile Kallas predica
"moderazione" a bombardamenti e colpo di Stato
avvenuti
-
la Meloni si e ci copre di
vergogna e di ridicolo vaneggiando di "intervento
difensivo legittimo"
La fiaba dell'"aggressore" e
dell'"aggredito" era buona solo per l'invasione russa
dell'Ucraina.
Così come le giaculatorie
euro-mattarelliane sulla "pace giusta" e sul diritto di
tutti gli ucraini (non solo dei locali) a decidere le sorti
del Donbass:
e, di grazia, chi dovrebbe decidere
il presidente del Venezuela, se non il popolo
venezuelano?
Nel 2019 ben altro premier, Conte,
rifiutò di riconoscere il golpista Guaidò che Trump
voleva imporre a Caracas, unico in Europa con
papa
Francesco.
Poi arrivarono i camerieri Draghi
e Meloni.
Ora, per coerenza, l'Ue dovrebbe inviare
armi ai seguaci di Maduro aggrediti e sanzionare con
22 pacchetti gli Usa aggressori.
Ovviamente non ci pensa nemmeno:
a Trump dice sempre sì
quando dovrebbe dire no (dazi, gas, armi e 5% di
Pil alla NATO) e no quando dovrebbe dire
sì (il piano di pace sull'Ucraina).
In fondo i nostri sgovernanti
lo preferiscono quando fa la guerra che quando prova a
fare la pace.
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