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di Maurizio Blondet
09 Settembre 2026
dal Sito Web
MaurizioBlondet

"Davvero entusiasmante! Un terremoto politico" sono state alcune
delle espressioni usate da Helga Zepp-LaRouche, fondatrice e
leader dell'Istituto Schiller,
all'indomani della "schiacciante sconfitta"
del Cancelliere tedesco Friedrich Merz alle elezioni del
6 settembre in Sassonia-Anhalt.
Non è solo la Germania di Merz a uscirne con le
ossa rotte, ma l'insieme dei "Big Three", ossia anche,
-
la Francia, guidata dal minoritario
Presidente
Emmanuel Macron
-
il Regno Unito, guidato da
Andy Burnham, l'ultimo
di una lunga serie di predecessori caduti come mosche
Questi leader hanno cospirato all'interno della
cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per continuare a
finanziare e rifornire
l'Ucraina come proxy contro la Russia,
mentre minano le proprie economie nazionali e quella dell'intera
Europa con una sfrenata corsa al riarmo e altre politiche
distruttive.
L'AfD
e il
BSW hanno posizioni chiare sulla
necessità di porre fine al
conflitto in Ucraina e avviare
relazioni diplomatiche ed economiche con la Russia e altri paesi.
Chiedono la riattivazione dei gasdotti Nord
Stream e il ripristino di altri elementi economici fondamentali.
Sul resto, i loro programmi variano notevolmente,
sia nei principi che nei particolari. Si potrebbe definirlo un
"insieme eterogeneo", ma il mandato è chiaro:
il voto va nella direzione di un nuovo
sistema di relazioni estere ed economiche, a condizione che vi
sia un intervento politico capace di elevare la prospettiva
delle popolazioni verso un livello più alto di coscienza, per
dare vita a un nuovo sistema.
O fermiamo la guerra e costruiamo un nuovo
sistema economico e di sicurezza nel mondo, con lo sviluppo come
fondamento della pace, oppure ci avviamo sulla breve strada verso la
Terza Guerra Mondiale, il che significa annientamento
nucleare.
Il voto della Sassonia-Anhalt contro Merz
rappresenta un'opportunità per un cambiamento di rotta.
Le attuali zone di conflitto sono territori di orrore.
La scorsa settimana due ministri del governo
Netanyahu hanno lanciato un appello all'estinzione della
popolazione di Gaza attraverso "l'emigrazione volontaria", un
eufemismo per indicare lo sterminio o l'espulsione dalla
Striscia.
Il 6 settembre, otto nazioni musulmane hanno
pubblicato una dichiarazione congiunta, a nome dei rispettivi
ministri degli esteri, condannando questa posizione:
ribadendo un netto rifiuto e la condanna
di qualsiasi tentativo o piano volto a spostare con la forza
il popolo palestinese.
Gli scambi sporadici di
attacchi tra Stati Uniti e Iran,
dalla ripresa dell'offensiva statunitense il 30 agosto, proseguono.
Nel frattempo, Israele continua a colpire il
Libano e a seminare il terrore in Cisgiordania. I danni e le
sofferenze immediate sono gravi e l'impatto economico internazionale
è pesante, colpo dopo colpo.
Ma Trump prosegue con la sua "Operazione Emarginazione Economica"
contro l'Iran, imponendo a tutte le nazioni del mondo di rompere
ogni rapporto con Teheran. Ignora però il fatto che nessuno gli
presta davvero ascolto, ad eccezione degli Emirati Arabi Uniti e, a
suo dire, dell'Unione Europea.
Il 4 settembre, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha
annunciato un nuovo obiettivo delle sanzioni statunitensi, la
Golden Global Bank di Istanbul,
incaricata di gestire i pagamenti commerciali tra Cina e Iran.
Bessent ha ribadito il monito, già lanciato la
settimana scorsa in North Carolina, contro chi intrattiene rapporti
con l'Iran, avvertendo che tali soggetti verranno individuati e
perseguiti.
Il danno provocato da Washington e Israele attraverso la
destabilizzazione economica mondiale si manifesta ora dopo ora anche
all'interno dell'economia statunitense stessa.
Ad esempio,
il nuovo anno scolastico è appena iniziato, e
le autorità locali di tutti gli Stati Uniti si trovano a
fronteggiare un costo del carburante per i 490.000 scuolabus di
tutto il Paese superiore del 45% rispetto allo stesso mese dello
scorso anno.
Gli agricoltori statunitensi hanno pagato
circa 1,5 miliardi di dollari in più per il carburante durante
la stagione di semina di quest'anno e ora si troveranno a
spendere almeno altrettanto per il raccolto, oltre ai costi già
sostenuti nello stesso periodo dello scorso anno.
Una situazione non più sostenibile.
Lyndon LaRouche ha fornito,
la comprensione, il metodo, i programmi e,
come amava spesso dire, il "divertimento" necessario per
battersi per la giusta causa.
Nel giorno del suo anniversario, una sua allieva,
Diane Sare, candidata alla
Presidenza degli Stati Uniti, impegnata nella campagna per politiche
di emergenza immediate, è stata intervistata nella trasmissione
condotta da Jack Stockwell - la stessa emittente su cui, 25
anni fa, LaRouche fu intervistato in diretta proprio mentre si
verificavano gli
attacchi dell'11 settembre alle
Torri Gemelle, al Pentagono e in Pennsylvania.
Il settimanale EIR ripubblicherà questa
settimana per intero la trascrizione di quell'intervista, offrendo
la profonda analisi di LaRouche su ciò che avevamo di fronte allora
e quanto ci troviamo ad affrontare oggi.
Dieci giorni prima di quell'intervista del 2001, LaRouche tenne un
discorso in occasione della Festa del Lavoro.
In quel discorso, parlò del momento in cui, come
accade talvolta, ci si trova di fronte alla responsabilità della
leadership, una responsabilità che tocca in un modo o nell'altro
tutti noi.
Ogni medico la conosce, perché ogni paziente è
una persona diversa, con una malattia diversa, indipendentemente
dalla diagnosi. Il medico deve farsi carico di questa
responsabilità.
Un grande insegnante, di fronte alla propria
classe, affronta la stessa sfida:
quella di salvare quelle giovani menti, una
responsabilità enorme, oggi più che mai, in queste condizioni.
È una responsabilità grande e solenne.
Per alcuni di noi, quella stessa responsabilità si presenta in forme
diverse, a ciascuno a modo proprio.
Ma per tutti vale una cosa in comune:
quando il destino ti affida una vocazione e
hai una missione, specialmente quando sei l'unico a poter
svolgere un ruolo chiave per realizzarla, è meglio accettarla, e
portarla a compimento...
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