di Josie Wales

17 Novembre 2016

dal Sito Web The Antimedia

traduzione di Nicoletta Marino

Versione originale in inglese

Versione in spagnolo

 

 

 

 

 

 

 

Cercando di razionalizzare il fatto che Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti, un movimento crescente sta scatenando contro "i siti di notizie false", dichirandoli anche responsabili dei risultati delle elezioni.

 

All'inizio di questa settimana, un documento falso, ingannevole Clickbait-e, e/o satirico Fonti di 'Notizie' è stato caricato su Facebook un utente che si chiama Melissa Zimdars.

 

Il documento ha circolato sui social aggiungendo più legna al fuoco delle notizie false.

 

Nonostante il fatto che la lista di Zimdars manca ironicamente di una debita citazione, evidentemente diretta a punti di vendita della destra, e comprende siti perfettamente legittimi, senza ragione apparente, il giornale Los Angeles Times pubblicò il falso documento ingannevole, dandogli un'aria di legittimità.

L'ironia del progetto è che la maestrina riflette tutto quello di cui lei mette in guardia gli altri.

 

Nonostante sia preceduta da uno scarico di responsabilità, il documento lo stanno condividendo è condiviso da agenzie di notizie "legittime" come un resoconto legittimo. Una parte corrisponde a verità e una parte è fatta da citazioni, ma in generale è uno scarso mezzo da cui far dipendere il nostro orientamento sui mezzi di comunicazione accreditati.

 

E questo fa sì che uno si domandi se questa giovane maestra sta facendo un esperimento sociale per vedere "la serietà con cui sarà preso dalla gente" un documento di Google uscito su Facebook.

 

I siti di notizie false sono certamente problematici in un mondo in cui la maggior parte delle persone ottiene le notizie dalle reti sociali; una buona parte di quelle persone non legge nemmeno gli articoli prima di condividerli.

 

Facebook e Google hanno risposto all'isteria annunciando la loro decisione di proibire sulle loro piattaforme quelli che considerano siti di false notizie.

 

Questo è motivo di preoccupazione per molte ragioni.

 

Como ha detto Edward Snowden:

"avere una impresa che ha sufficiente potere di riformare la nostra forma di pensare non credo che sia necessario descrivere quanto sia pericoloso".

Snowden si riferiva al tema delle notizie false e precisamente a quelle di Beambot alla Fiera del Futuro Reale di Fusion del martedì.

"Non credo che molte persone abbiano bisogno di spiegazione, del fatto che quando uno scrive qualcosa sulla barra di ricerca di Google, è Google che decide cosa inviarvi.

 

Quando andate sulla vostra pagina Facebook, è Facebook che decide quali sono le notizie che potete vedere.

 

Quando andate su una piattaforma come Twitter, o una qualsiasi di queste, in realtà le vocci si ascoltano sono selezionate e permesse dalla società".

Snowden identifica la fonte del problema come una mancanza di competenza.

"Non sembra esserci nessuna alternativa ai servizi più grandi.

 

Grazie all'effetto della rete, grazie a un vantaggio di essere un primo motore di ricerca. Quando si utilizza un altro motore al posto di Google, Facebook o sembra che proprio non funzionino."

La soluzione? Non fidatevi di Facebook e delle sue notizie...

 

Tramite la proibizione dei siti Web dalla sua piattaforma stanno dicendo ai propri utenti, in sintesi, che non sono abbastanza intelligenti per decidere da soli quelle che sono o no notizie.

 

Snowden lo ha detto così:

"Stanno creando più silenzio invece di creare più conversazioni."