di Christina Sarich

15 Marzo 2018

dal Sito Web TheMindUnleashed

traduzione di Claudiordali

Versione originale in inglese

 

 

 

 

Foto dell'Unified Buddhist Church ©

 

 

 

Il maestro buddista Thich Nhat Hanh ha qualche consiglio interessante su cosa significa veramente "lasciar andare".

 

Molte persone credono che il distacco o il non aggrapparsi, siano delle forme di indifferenza o disconnessione emotiva dagli altri, ma come ci spiega Hanh, lasciar andare spesso significa amare qualcuno più di quanto non lo si abbia mai amato prima.

 

Il Buddha insegnò che il distacco, una delle discipline del Nobile Ottuplice Sentiero o ariyasaavaka, non è un atto fisico di rinuncia e nemmeno una forma di austerità.

 

Sebbene il Buddha insegni che,

"la non-azione è una parte integrante della Retta Via,"

... se viene tirato fuori dal contesto, può dare l'impressione che stiamo sviluppando una mancanza di interesse per gli altri e che dovremmo vivere senza sentire o esprimere veramente le nostre emozioni - staccandoci così dalla vita.

 

Questo tipo di fraintendimenti sono tristemente comuni, poiché non sempre le traduzioni dalla lingua Paalese sono dirette.

 

Questa forma di "distacco" è una comprensione errata del messaggio del Buddha. Il Maestro Hanh afferma che per lasciar andare veramente dobbiamo imparare ad amare in modo completo.

 

Il non attaccamento avviene solo quando il nostro amore per un altro va oltre le nostre personali aspettative di guadagno, o la nostra previsione di un risultato specifico e desiderato.

 

Hanh descrive quattro forme di completo distacco, che sorprendentemente non riguardano il rintanarsi in una grotta, ignorare tutti coloro che ci hanno spezzato il cuore, o ignorare il desiderio e la brama di un interesse romantico.

Questo non è distacco. Lasciar andare, significa buttarsi.

 

Per esempio …

 

 

 

 

Maitri (Che non è l'Amore che Conosciamo)

 

Hanh descrive l'importanza di Maitri, che non è l'amore normalmente compreso nell'uso occidentalizzato della parola.

 

Dice che,

"Maitri (metta in Paalese) è il primo aspetto del vero amore, ossia l'intenzione e la capacità di offrire gioia e felicità.

 

Per sviluppare questa capacità, dobbiamo praticare intensamente l'osservazione e l'ascolto, in modo da sapere cosa fare e cosa non fare per rendere felici gli altri. Se offrite alla vostra amata qualcosa di cui non ha bisogno, questo non è maitri.

 

Dovete essere in grado di vedere la sua situazione reale, oppure che quello che le state offrendo potrebbe renderla infelice."

In altre parole, il distacco potrebbe arrivare a farvi accettare che certe cose che si fanno per fare in modo che l'altra persona di senta amata e apprezzata, potrebbero non essere quelle di cui la persona amata ha effettivamente bisogno.

 

Invece di forzare quel tipo di comportamento sull'altra persona, con il solo intento egoico di "compiacerle", dovete semplicemente allontanarvi interiormente da quel bisogno e osservare veramente ciò che mette l'altra persona a suo agio, facendola sentire sicura e felice.

 

Hanh spiega ulteriormente che,

"Dobbiamo usare il linguaggio con più attenzione.

 

'Amore' è una bella parola, ma dobbiamo ripristinare il suo significato. La parola 'maitri' ha radici nella parola mitra che significa amico.

 

Nel buddismo, il significato principale dell'amore è l'amicizia."

 

 

 

 

Karuna (Compassione)

 

La prossima forma del vero distacco è la compassione.

 

Quando si lascia andare, non si smette di offrire un tocco, una parola o un'azione compassionevole per aiutare qualcuno che sta soffrendo. Inoltre, non si pretende di far sparire il loro dolore o la loro pena.

 

Tuttavia, la compassione contiene una profonda preoccupazione. Non si tratta di indifferenza e nemmeno di isolamento dagli altri. Il Buddha sorride perché capisce il motivo per cui esistono il dolore e la sofferenza, anche perché sa come trasformarle.

 

Quando ci si stacca dal successo, ci si fa coinvolgere profondamente dalla vita, ma questo non significa non partecipare pienamente al dolore degli altri.

 

 

 

 

Gioia e Gratitudine

 

Quando si lascia andare veramente, si esprime gratitudine.

 

Mudita, la gioia, nasce quando veniamo sopraffatti dalla gratitudine per tutto ciò che abbiamo, in modo da non aggrapparci più al desiderare altri successi.

 

La definizione di gioia del Buddha è molto simile alla "gioia altruistica". Significa che non scopriamo la felicità solo quando ci accade qualcosa di buono, ma anche quando la felicità la scoprono gli altri.

 

Se non avete mai dovuto dire addio ad una persona amata o ad un amico, in modo che potesse continuare il suo percorso di vita, potreste aver provato dolore quando l'altra parte ha trovato qualcuno nuovo da amare, o si è fatta un nuovo amico che ha preso il vostro posto.

 

In questo caso non si tratta di vero distacco.

 

La gioia nasce nel momento in cui si prova felicità per la gioia altrui; la gioia ha poco a che fare con noi.

 

 

 

 

Upeksha (Equanimità)

 

Il Maestro Hanh descrive la qualità finale del vero amore che getta una luce eccessiva sul reale funzionamento del lasciar andare.

Dice,

"Il quarto elemento del vero amore è upeksha, che significa equanimità, nessun attaccamento, nessuna discriminazione, perspicacia mentale e lasciar andare.

 

Upa significa "oltre" e iksha significa "guardare".

 

Si scala una montagna per riuscire a guardare l'intera situazione senza legarsi da una parte o dall'altra. Se il vostro amore è fatto di attaccamento, discriminazione e pregiudizio, non è vero amore.

 

Le persone che non capiscono il Buddismo a volte pensano che upeksha significhi indifferenza, ma la vera equanimità non è né fredda né indifferente. Se avete più di un figlio, sono sempre tutti figli vostri.

 

Upeksha non significa non amare, ma amare in modo che tutti i vostri figli ricevano il vostro amore, senza discriminazioni."

Hanh spiega che senza questa qualità il nostro amore tende a diventare possessivo, il terreno preferito dall'ego.

 

Quando i nostri cari assomigliano al vento, a una farfalla, a un torrente, hanno bisogno di muoversi, scorrere, o rischiano di morire, noi vorremmo poter metterli in tasca e portarli con noi. Questo non è amore, questa è distruzione.

 

Perché l'amore sia vero, deve contenere la compassione, la gioia e l'equanimità. Questo è anche il vero significato di lasciar andare.

 

 

 

 

L'Arte di Lasciar Andare non è un'Arte

 

Il vero segreto è che il lasciar andare non è un'arte, è un permettere, un modo d'essere.

 

Una relazione senza attaccamento è sana, forte e piena di amore genuino, di gentilezza e di compassione. È completamente altruistica perché il senso del "sé" non si afferma più ad ogni situazione.

 

Se volete davvero lasciar andare, dovete amare di più, non di meno.

 

Questo è il fraintendimento più comune di questo inestimabile insegnamento del Buddha.